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Taormina 1943

io c’ero !

Pochi ricordano che ricorre quest’anno il 75° anniversario della invasione della Sicilia da parte delle forze Anglo Americane nel Luglio del 1943. E pochi ricordano il bombardamento di Taormina del 9 Luglio 1943.

 

A quell’epoca io avevo 4 anni, ma conservo vividi dei flash di memoria di alcuni eventi mentre ho dimenticato molti altri accadimenti della mia infanzia.

 

La mia famiglia , che viveva ed operava a Messina, si era trasferita a Taormina nel 1941 per sfuggire ai continui incalzanti bombardamenti che colpivano la nostra città. Aveva preso in affitto una bella villa sulla circonvallazione, al numero civico  41 ( ora  credo 55)  proprio di fronte alla Badia Vecchia, subito prima del bivio per Castelmola.

 

Di quel venerdì 9 Luglio ricordo perfettamente che era ora di pranzo quando improvvisamente sono arrivati gli aerei e sono cominciate a cadere le bombe. Noi non avevamo un rifugio, ci siamo messi nell’area più riparata della casa, sperando… ! Mia madre seduta nell’angolo più protetto della stanza da pranzo, con me in braccio. A me avevano messo in testa l’elmetto militare della 1° guerra mondiale, cimelio di mio nonno Lumia, volontario della grande guerra !!! Non posso dimenticare il fragore degli scoppi delle bombe che colpivano per la maggior parte la zona del San Domenico, obbiettivo primario delle incursioni, ed  i quartieri circostanti. Infatti il San Domenico era la sede del comando Germanico in Sicilia, ed in particolare il servizio informazioni alleato aveva segnalato la presenza a Taormina del Generale Hube, comandante in  capo delle forze tedesche.

Finita l’incursione presumo si sia andati a tavola, ricordo gli spaghetti al pomodoro rimasti nei piatti a causa delle bombe !

 

Nel pomeriggio seconda ondata, intorno alle 16, con noi che stavolta, non so per quale ragione, ci siano rifugiati nel giardino, praticamente all’aria aperta.

Anche questa seconda incursione finì, e fortunatamente per noi, senza danni, essendo le bombe cadute abbastanza lontano da casa nostra. Anche i nostri vicini ed amici Siggri Campo e Misitano non subirono danni. Purtroppo, invece, alcuni quartieri della città, particolarmente quelli intorno al San Domenico, subirono molti danni e ci furono pure diverse decine di morti fra i quali pure Ausilia, mia compagnetta di giochi, di cui non ricordo altro.

Dalla nostra terrazza potevamo vedere il San Domenico che bruciava, le fiamme alte al di sopra dei tetti delle case.

 

Dopo questo secondo bombardamento i miei decisero di andare via da Taormina. Ricordo soltanto che ci siamo messi in cammino al buio, sulla strada per Castelmola. Credo che abbiamo preso una strada di campagna, abbiamo pernottato in una grotta, insieme ad altri sfollati, e infine l’indomani mattina siamo arrivati a Mufarbi, dove , ospiti della cortesia di amici, ci siamo accampati in un magazzino di campagna dove avremmo trascorso non so quante settimane, o mesi, in attesa della normalizzazione della situazione a Taormina prima di poter tornare a casa nostra.

 

Ma questa è un'altra storia.

 

 

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